Il 3 agosto 2026, un gruppo di soci e simpatizzanti di Acleo ha partecipato a uno degli appuntamenti più attesi della decima edizione del Festival Alba 2026, organizzato a Massa d'Albe: la rappresentazione di Truculentus, commedia di Tito Maccio Plauto, proposta nella suggestiva cornice dell'anfiteatro romano di Alba Fucens.
Si tratta di un appuntamento al quale i soci e i simpatizzanti di Acleo sono particolarmente affezionati, un'occasione che ogni anno consente di riscoprire il fascino del teatro classico in un luogo di straordinario valore storico e archeologico, profondamente legato alla civiltà romana.
La rappresentazione ha colpito il pubblico soprattutto per l'originale scelta registica di Vincenzo Zingaro, che ha deciso di non ambientare la commedia nell'antica Roma, ma di trasferirne la vicenda nella Sicilia della seconda metà degli anni Trenta del Novecento. Una scelta che ha creato un interessante parallelismo tra la società romana descritta da Plauto e l'Italia del periodo fascista.
Ne è nata una rappresentazione coinvolgente, capace di mescolare comicità grottesca, nostalgia e momenti di maggiore intensità drammatica. Uno spettacolo che ha dimostrato ancora una volta quanto i temi affrontati da Plauto, pur risalendo a oltre duemila anni fa, siano ancora sorprendentemente attuali.
Prima di assistere allo spettacolo, il gruppo ha avuto l'opportunità di visitare la chiesa di San Pietro di Alba Fucens, uno dei monumenti storico-religiosi più importanti dell'antica città romana, situata nel territorio comunale di Massa d'Albe, alle pendici del Monte Velino.
La chiesa, di origine medievale, sorge all'interno dell'area archeologica di Alba Fucens, città romana fondata nel 304 a.C., e rappresenta una testimonianza di eccezionale valore storico, architettonico e artistico. La sua particolarità risiede nella straordinaria convivenza di elementi appartenenti a epoche diverse: testimonianze romane, paleocristiane e medievali, fino alle preziose decorazioni cosmatesche del Duecento.
Tra gli elementi di maggiore interesse spiccano il magnifico ambone e l'iconostasi cosmatesca, le colonnine tortili, le colonne e i capitelli di epoca romana, i graffiti medievali sulle pareti, oltre alla cripta e all'abside medievale. Un patrimonio artistico che rende la chiesa un luogo di grande fascino, nel quale si intrecciano secoli di storia e di espressione artistica.
La visita ha rappresentato un'importante occasione di approfondimento e conoscenza di un patrimonio culturale di grande pregio, preparando il gruppo alla successiva serata teatrale.
Anche quest'anno, dunque, la partecipazione di Acleo al Festival Alba si è trasformata in una significativa esperienza di condivisione, arricchita dalla scoperta della storia, dell'arte e delle tradizioni del territorio. Un'iniziativa che conferma l'impegno dell'associazione nel promuovere occasioni di incontro e di crescita culturale attraverso la partecipazione a eventi e manifestazioni di particolare interesse.